Il racconto del ritrovamento della borsa di Alexander Ross

The Tale of the Discovery of Alexander Ross's Bag

Nel 2007, nel corso di un viaggio nel Deserto Occidentale egiziano, sulle orme di László Almásy, abbiamo ritrovato, Paolo Chiodi (Paolone) ed io, il bagaglio di un militare del LRDG, perso nella sabbia nel 1942: In 2007, during a trip in the Egyptian Western Desert, along the trail of László Almásy, Paolo Chiodi (Paolone) and myself found a bag of an LRDG trooper, lost in the sand in 1942.
Wadi Sora

Il giorno 8 Agosto, nel pomeriggio, lasciandoci alle spalle Wadi Sora e avviandoci verso il "Chianti Camp", avevamo deciso con alcuni degli amici con cui viaggiavamo, di prenderci un po’ di tempo per perlustrare la zona del Gilf Kebir che stavamo attraversando. Ci eravamo separati, alcuni, con la guida Khaled, proseguivano verso la meta prefissata per il campo; altri, come Paolo e me, si attardavano nella ricerca.

Qualcosa ha attratto la nostra attenzione: un oggetto, che non si identificava con nulla attorno, spuntava dalla sabbia. Fermandoci, grande è stata la nostra sorpresa nel trovarci davanti un pacco costituito da una divisa militare, tenuto assieme da una cinghia di corda con clip metalliche. La cinghia, troppo erosa da sole e sabbia, si è spezzata appena toccata, permettendo al pacco di aprirsi e rivelare il contenuto. La divisa era completa, ma anch’essa si è praticamente sbriciolata al tocco, mentre gli oggetti contenuti erano in quasi perfetto stato di conservazione. Oltre all’intero corredo di un militare, con bustina, mostrine in cuoio, piastrina con la matricola, cinghie e fondine, pacchi di bende, vi erano anche il libretto di arruolamento, da cui siamo risaliti all’identità del militare, pacchi di lettere e foto, carta da lettere intonsa, un libretto di codici militari e un pacco di negativi ormai ridotto ad un ammasso compatto di gelatina e sabbia. L’apertura di una lettera ci ha permesso di risalire all’anno 1942, e la lettura dei dati sul libretto di arruolamento ci dava, come proprietario del bagaglio, “Alexander (Alec) Ross, nato a Burnley, in Inghilterra, il 23 Luglio 1918, da madre inglese e padre scozzese.....”.

On 8 August, in the afternoon, leaving Wadi Sora behind us and moving forward to "Chianti Camp", we decided, along with some of the friends who were travelling with us, to spend some time to explore the Gilf Kebir area that we were crossing. We split up, some with our guide Khaled went along to our scheduled camp stop, while others, like Paolo and myself, remained back exploring.

Something caught our attention: an object, different from everything around it, peered out from the sand. When we stopped, to our great surprise we found it was a package made up from a military uniform tightened up by a belt with metal clips. The belt, too weathered by sun and sand, broke into pieces as soon as it was touched, allowing the package to open up and show its contents. The uniform was whole, but it too broke into pieces when touched, while the other objects where in a near-perfect condition. Beyond the standard military issue cap, tabs, tag with roll, belts and holster, bandage packs were the paybook – from which we were able to find out the trooper’s identity – letters and pictures, blank stationery, a codebook and a set of photographic negatives now almost completely brought to a compact mass of gelatine and sand. A letter we opened was dated 1942 and from the paybook we could ascertain it belonged to “Alexander (Alec) Ross, born in Burnley, Great Britain, on 23 July 1918, from an English mother and Scottish father...”

Wadi Sora

Abbiamo raccolto, con l’aiuto degli amici del gruppo che nel frattempo ci avevano raggiunto e della guida Khaled, tornato anche lui sui suoi passi, tutto ciò che era possibile salvare, ripromettendoci, immediatamente, di ritrovare il legittimo proprietario od i suoi eredi, per restituire il tutto.

Arrivati al Cairo, abbiamo consegnato, debitamente imbustati, gli oggetti a Khaled, incaricandolo di consegnare il tutto alla Ambasciata Inglese. A questo punto la storia si è complicata, Khaled ha avvisato della scoperta, attribuendosela, un viaggiatore inglese, Geoffrey Kolbe, ed Andras Zboray, a cui aveva fatto da guida. Entrambi si interessavano alla borsa e, tramite Kolbe ed internet, veniva rintracciata la sorella di Alec Ross, Irene, a cui, nel corso di un servizio della BBC, veniva consegnato solennemente il bagaglio da parte di Khaled, senza che venisse minimamente accennato al fatto che la scoperta era nostra!

Nel frattempo ad Andras Zboray erano stati consegnati i negativi ritrovati, lo stesso Andras li aveva fatti restaurare da personale degli Archivi Cinematografici Nazionali ungheresi, ricavandone una serie di foto particolarmente commoventi.

With the help of the other friends of the group which had rejoined us in the meantime, and of our guide Khaled which had turned back on his footsteps, we gathered everything salvageable, intending to find out the original owner – or his descendants – to return everything.

Back in Cairo we delivered all the objects, duly packaged, to Khaled, charging him to deliver everything to the British Embassy. At this time the story got more complicated: Khaled told about the discovery – as if he had made it – to an English traveller, Geoffrey Kolbe, and Andras Zboray, for whom he had worked as a guide. Both were interested in Alec’s bag and, thanks to Kolbe and the internet Alec Ross’s sister Irene was traced back; during a BBC interview she was solemnly given the bag by Khaled, without the slightest mention of the real discoverers.

In the meantime Andras Zboray was given the negatives and he had them restored by the Hungarian National Motion-picture Archives, resulting in a touching set of pictures.

Il ritrovamento della borsa

Tramite Zboray e il suo sito ,veniva anche ristabilita la verità sulla scoperta.

I nostri contatti con la sorella di Alec, Irene, ci hanno permesso di ricostruire la vita di Alec dopo il rientro dall’Egitto, ma non i fatti inerenti la perdita del bagaglio: Irene all’epoca era troppo giovane e non aveva memoria di eventuali racconti del fratello.

Through Zboray and his website the truth on the discovery was also reestablished.

Our contacts with Alec’s sister Irene allowed us to reconstruct his life after his return from Egypt, but not the events leading to the loss of the bag: Irene could not remember any tale from his brother, being too young at the time.

Il contenuto della borsa

Alec è morto nel 2004, appena tre anni prima del nostro ritrovamento.

Alec Ross partecipò alla 2GM originariamente come segnalatore nel Royal Corps of Signals e in seguito passò al LRDG come staffetta. Dopo la guerra fu impiegato al Bletchley Park, dove c'era la base segreta degli inglesi per la decodifica dei messaggi nemici cifrati, dove fra l'altro fu rotto il famoso codice tedesco "Enigma" e i messaggi di Almásy che erano stati criptati tramite il "Codice Rebecca".

Alec passed away in 2004, just three years before our discovery.

Alec Ross fought in WW2 first as a Signalman in the Royal Corps of Signals, then was transferred to the LRDG as a dispatch rider. After the war he was employed at Bletchley Park, the British secret operations base for the decoding of enemy messages where the German Enigma code was broken and Almásy’s Rebecca-coded messages were read.

Il libretto personale
Il pacchetto di negativi

Sandra ZC #90 e Paolone ZC #26