Si, stiamo proprio parlando del Maspéro direttore generale del servizio delle antichità d'Egitto.

Il 1° febbraio 1911 a Ibsamboul (Abu Simbel) scrive la prefazione per questo suo volume (nelle mie mani in versione tascabile). Un libro esemplare per il numero di immagini (565!) e per l'indice alfabetico e delle illustrazioni. esemplare anche per la coraggiosa scelta di ricorrere a fotografi scelti tra amici sconosciuti (Mariette e Borchardt per esempio!). Peccato solo che le foto siano assai piccole per i nostri attuali standard.

Ma l'impatto visivo che presentava allla vista del grande pubblico ciò che era solo immaginato; quell'impatto dovette essere memorabile. Per esempio la foto 248 (lato N del viale delle decine di statue di arieti accucciati) a Karnak ci restituisce il contesto dei monumenti con l'acqua del Nilo che giunge ai loro piedi, immagine ormai ricordo del passato per tutti noi (oquasi). Lo stesso dicasi per la facciata meridionale del tempio d'Isis a Filae. Letteralmente sorge dalle acque del Nilo in piena.

Indice alfabetico e delle illustrazioni sono all'altezza della fama dell'autore. Cito comunque due ulteriori perle di saggezza.

La prima frase dell'introduzione precede di decenni quelle che sono le conlusioni attuali e mature dell'egittologia, dopo non pochi tentennamenti: "L'art de l'Egypte est, comme le reste de sa civilisation, le produit du sol africain." Nessun fondamentale prestito culturale dalle civiltà della mezzaluna fertile viene chiamato in causa.

La prima frase della conclusione è tanto modesta quanto importante quando afferma che la storia delle prime pagine dell'arte egizia manca del tutto agli studiosi.

Maspero, G. Histoire générale de l'art - Egypte Hachette Parigi (senza data ma attorno alla seconda metà del primo decennio '900)

Lorenzo De Cola