Il campo dell'"Operazione Salam"

The "Operation Salam" Camp

Cercando nell'archivio delle diapositive dei vecchi viaggi, Giancarlo Negro si è imbattuto in alcune inquadrature scattate nell'agosto 1985 durante una missione esplorativa nel Gilf Kebir: senza ombra di dubbio, si tratta del luogo di una delle soste di Almásy durante l’Operazione Salam, recentemente tornata alla ribalta per via del documentario della TV austriaca ORF dello scorso settembre che ne ripercorreva in parte le tracce, “ritrovando” appunto questo luogo di sosta.

Questo campo, dove si trovavano quattro pneumatici, una batteria, un cacciavite e un'astina dell'olio, corrisponde chiaramente al paesaggio di una delle foto dell'Operazione Salam dove sono ritratti i quattro mezzi della missione. All’epoca del ritrovamento originale da parte di Giancarlo Negro, Aldo Boccazzi e Tino Sacchi, nel 1985, era però impossibile rendersi conto dell’importanza della scoperta, in quanto né il diario dell’Operazione, né le foto relative (pubblicate nel 1996 sul mensile Storia Militare) erano ancora conosciuti.

Nel 2009 il campo fu nuovamente visitato.

While looking in his archive of the slides taken during old trips, Giancarlo Negro stumbled upon some pictures taken in August 1985 during an exploration in the Gilf Kebir: without any doubt, it is the place of one of Almásy's stops during Operation Salam, recently back in the news due to the documentary aired by the Austrian TV ORF last September, which traced back the mission, "finding again" this spot.

This camp, which contained four tyres, a battery, a screwdriver and an oil dipstick, clearly corresponds to the landscape pictured in one of the Operation Salam snapshots that shows the four vehicles used in the mission. At the time of the original find by Giancarlo Negro, Aldo Boccazzi and Tino Sacchi, in 1985, it was impossible, though, to realise the importance of it, since neither the diary of the Operation nor the corresponding pictures (published in 1996 in the monthly magazine Storia Militare) where known.

In 2009 the camp was visited again .









© 2010 Giancarlo Negro