Perle di saggezza

Goran e antiche carte geografiche – secondo episodio


Anche in questo caso appare chiara l’importanza di questo gruppo tribale: in un territorio connotato dalle sorgenti del fiume Niger, che scorre verso Occidente partendo da Oriente (così si continuava a pensare) ed è assai vicino al Nilo, vediamo che, a fianco di due struzzi, il nome GORHANI campeggia su immensi territori a Sud del corso (conosciuto) del Nilo, nel tratto tra Dongola, Merowe, Abu Hamed e Atbara.

Wilhelm e Johan Blaeu, l’Etiopia superiore o interna, volgarmente terra degkli abissini o impero del Prete Gianni. Amsterdam 1636 Theatrum Orbis Terrarum sive Atlas Novum.

carta africa goran

 

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Cartografia antica e territorio dei Goran Le carte antiche, si sa, riportano luoghi e posizioni che riflettono le conoscenze a disposizione del cartografo, e contengono sia informazioni geografiche che etnografiche, zoologiche e politiche. La consultazione di questa antica carta geografica, probabilmente di Giacomo Gastaldi, edita in Navigazioni e Viaggi vol I°, G.B.Ramusio, Venezia 1550 ci permette di apprezzare il fatto che nelle sconfinate pianure sopra il lago Ciad vi fosse il territorio dei CORAN (Goran), a contatto con il deserto dei BUGE (Beja). Come tradizione di tutta la cartografia antica le fonti del Nilo e quelle del Niger coincidono. Notiamo comunque che l’Africa è già con la sua forma “vera”, ed è rappresentata capovolta rispetto alle attuali convenzioni. Lorenzo De Cola

 
CAMBIAMENTO NELLA DIETA ED EVOLUZIONE DEL CERVELLO UMANO

Un trafiletto (a cura di g. Spataro) su Le Scienze di Agosto 2010, che fa riferimento a uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, è l’occasione per integrare le importanti scoperte nel campo dello sviluppo cognitivo e in generale della evoluzione umana.

In breve si tratta di questo: in modo del tutto indipendente dalle scoperte sulla possibile macellazione da parte di un genere (Australopiteus Afarensis) diverso da Homo, altre scoperte illuminano aspetti che a loro volta hanno un effetto di feedback sugli altri due ultimi articoli delle “perle”, pubblicati assieme a questo.

Il Gruppo diretto da David Braun, archeologo di Città del Capo, ha scoperto in un sito del Kenya nordoccidentale dei resti fossili di pesci, tartarughe e coccodrilli (1.950.000 anni BP) che avrebbero fatto parte della dieta di gruppi di ominiNI.

Questo è dimostrato da strumenti litici ritrovati in situ E da segni di macellazione sulle ossa fossili.

Si tratta di macellazione arcaica, antecedente all'apparuizione di Homo Ergaster/Erectus.

La carne di animali acquatici è ricca di acidi grassi polinsaturi e acido docosaesanoico, critici per la crescita del cervello umano, il cui volume sembra proprio sia aumentato attorno ai due milioni di anni BP.

Di seguito trovate l’abstract pubblicato sul sito dei Proceedings of the National Academy of Sciences

Lorenzo De Cola

Biological Sciences / Anthropology

Early hominin diet included diverse terrestrial and aquatic animals 1.95 Ma in East Turkana, Kenya

The manufacture of stone tools and their use to access animal tissues by Pliocene hominins marks the origin of a key adaptation in human evolutionary history. Here we report an in situ archaeological assemblage from the Koobi Fora Formation in northern Kenya that provides a unique combination of faunal remains, some with direct evidence of butchery, and Oldowan artifacts, which are well dated to 1.95 Ma. This site provides the oldest in situ evidence that hominins, predating Homo erectus, enjoyed access to carcasses of terrestrial and aquatic animals that they butchered in a well-watered habitat. It also provides the earliest definitive evidence of the incorporation into the hominin diet of various aquatic animals including turtles, crocodiles, and fish, which are rich sources of specific nutrients needed in human brain growth. The evidence here shows that these critical brain-growth compounds were part of the diets of hominins before the appearance of Homo ergaster/erectus and could have played an important role in the evolution of larger brains in the early history of our lineage.

 
LA COSTRUZIONE DEI PRIMI UTENSILI UMANI PIU’ VECCHIA DEL PREVISTO

Sil sito della BBC, a firma Jason Palmer troviamo una notizia di tutto interesse: gli ominiNI usavano utensili di pietra per raschiare e separare la carne da animali, oltre 3,2 milioni di anni fa.
Questo sposta indietro di almeno 800 000 anni (OTTOCENTOMILA!!!) il primo uso di utensili conosciuto al mondo.
Inoltre, poiché una dieta a base di carne è fondamentale per lo sviluppo cerebrale umano, anche la precoce assunzione di carne non mancherà di sollevare grossi problemi.
I resti fossili ossei provengono dall’Etiopia, lo stesso luogo che ha reso le precedenti e più “giovani” ossa raschiate (2,5 milioni di anni). Queste ossa raschiate meno antiche, tuttavia, erano messe in connessione con il genere Homo, a differenza di quelle di 3,2 milioni di anni.
Il problema è che la sola specie di ominiNI conosciuta in Etiopia è quella dell’Australopitecus Afarensis, quella di Lucy, che si pensava fosse vegetariana, e che con i suoi compagni NON fosse capace di costruire utensili.
La “botta” è che NON è vero che è solo la specie Homo o le specie correlate erano in grado di produrre utensili.
Ma il fatto che gli afarensis usassero utensili e mangiassero carne li potrebbe mettere in relazione con Homo.
Tuttavia è bene dire che finora non sono stati trovati utensili assieme alle ossa, e che il compito di confermare questo straordinario ritrovamento è un compito che attende le prossime campagne di studi.
Lorenzo De Cola
 

LE CAPACITA’ COGNITIVE DEI NEANDERTHAL: UN’INTERVISTA ESEMPLARE


Una delle “perle” di qualche tempo fa prese in esame l’ipotesi (avanzata dal Prof Joào Zilhào dell’Università di Bristol) che i Neanderthal potessero avere capacità cognitive simili alle nostre.
Zilhào e il suo team hanno scoperto che i Neanderthal facevano uso di conchiglie decorate = gioielli = uso simboli = elemento cardine di un essere umano moderno.
(per la precisione gli indicatori di concezione simbolica sono stati datati a circa 50 000 anni BP, e cioè circa 10 000 anni PRIMA che H.Sapiens giungesse in Europa). La scoperta per ora NON è messa in discussione.
Ricordiamo che le discussioni degli ultimi 25 anni sono legate alla teoria che gli umani moderni (anatomicamente moderni) siano originari dell’Africa e siano arrivati in Europa soppiantando esseri umani arcaici come i Neanderthal, presenti nel veccio continente circa dal 230 000 al 28 000 BP.
In una bella intervista apparsa su Le Scienze di Agosto 2010 Il Prof Zilhào riafferma quanto già esposto con i suoi ritrovamenti, e fornisce tre precisazioni esemplari per rapidità, concisione, immediatezza e conseguenze.
A)        E’ vero che le perforazioni delle conchiglie (colorate intenzionalmente con pigmenti) sono naturali, ma le conchiglie stesse si trovano esclusivamente in acque profonde e quando giungono a riva sono prive di parti commestibili, quindi non commestibili. Non commestibili e associate a particolari pigmenti. “Basta aprire un libro sugli ornamenti fatti di conchiglie in Africa o in Oceania per vedere esempi di conchiglie di queste specie o di specie correlate che presentano perforazioni di origine naturale e sono usate come ornamenti”.  …”dal punto di vista comportamentale i Neanderthal erano moderni: Non erano uguali agli esseri umani moderni da un punto di vista anatomico, ma in termini cognitivi erano altrettanto avanzati o persino di più.” (grassetto mio)
B)        (A proposito del cambiamento nel meccanismo del comportamento verso quello “moderno”, legato all’aumento delle dimensioni medie del cervello, e all’epoca in cui giunse ad avere dimensioni simili a quelle attuali) Il Prof Zilhao ritiene necessario che sia avvenuto questo cambiamento, fra 1,5 e 2 milioni di anni fa, o al più tardi tra 500 000 e 1 milione di anni fa.
Ma una volta avvenuto….“Se potessimo clonare un essere umano vissuto 500 000 anni fa, inserirlo in un utero surrogato e dopo la nascita allevarlo come facciamo con gli esseri umani attuali, sarebbe capace di far volare un aeroplano? Forse alcuni dei miei colleghi risponderebbero di no. A mio parere, invece, ci riuscirebbe”.
C)        A proposito del fatto che se i Neanderthal della Spagna realizzavano ornamenti 10 000 anni
prima dell’arrivo di esseri umani moderni in Europa (grassetto mio) è possibile che i
“moderni” abbiano copiato dai Neanderthal?  “Prima di arrivare in Europa , gli umani
moderni non avevano denti di mamifero perforati o incisi come quelli rinvenuti nella cultura
Castelperroniana, e neppure conchiglie di bivalvi come quelle che abbiamo trovato in
Spagna. Ma una volta che sono entrati in Europa hanno tutte queste cose. Dove hanno preso
questi ornamenti moderni? Se stessimo parlando di popoli dell’Età del rame, ne
concluderemmo che i nuovi venuti li hanno ottenuti dai locali. Perché mai dovremmo
applicare un’altra logica agli oggetti dei Neanderthal?”
Lorenzo De Cola

 
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