Zerzura è un'oasi periodica?

di Lorenzo De Cola

Nel suo famoso "Récentes Explorations dans le Désert Libique (1932 - 1936)", Almasy dichiara la sua convinzione che Zerzura sia una oasi periodica, dovuta a piogge che la rendevano abitabie in maniera non permanente, e giustificavano dunque i racconti che narravano l'abbandono e la rioccupazione di questo luogo.

Questa circostanza a prima vista mi è parsa opinabile: ma un'autorevole nota mi ha fatto riconsiderare la faccenda: si tratta di una pagina del (piccolo ma pregevole) catalogo della mostra "Le Sahara avant le désert", tenuta al Museum National d'Histoire Naturelle nel 1974 organizzata dal Centre National dela Recherche Scientifique (edizioni MSP Montreuil).

A Pagina 24 ci viene mostrato un pesce naturalmente disidratato, aggiungendo che questo esemplare proviene da una grande palude temporanea - 1Km di diametro - che si forma nel bacino dello oued Imirhu (est Tassili Algeria) a seguito delle grandi piene del 1959. La palude si è prosciugata definitivamente nel 1967 !!! e pesci (Siluri, Barbi e Persico del Nilo) a decine di migliaia coprivano il fondo disseccato.

La depressione ha il nome di Marsema e si trova circa a 80 Km ENE di Illizi.

Una palude temporanea che resiste una decina di anni è un fatto riportato dalle cronache francesi, ma altri episodi con lo stesso intervallo temporale possono essere ben accaduti nell'area che ci interessa. Lo stesso Almasy descrive le piogge occasionali, e ormai un certo numero di viaggiatori dispone di immagini che testimoniano inequivocabilmente attuali precipitazioni nel Gilf.