Corrado Zoli (Nel Fezzan, note e impressioni di viaggio, Milano 1926) (pagg 107 e seguenti) riassume la storia del Fezzan, delle etnie che lo abitano e dei luoghi abitati. Di Garama si accenna alle rovine di Kesir el vatvat (Casr el vatvat o castello dei pipistrelli), Kesir er rum (castello dei Rumi, romani), "e della grandiosa necropoli che sorge tra garagara e Karaig, sebbene di quest'ultma si voglia piuttosto, e forse a ragiona, riconoscere i resti di una civilità preesistente agli stessi Garamanti" (su questo, per ora sappiamo che Zoli riporta una teoria che NON trova credito) poco sotto tuttavia vi è un accenno assai interessante dato l'anno (1926) di pubblicazione. "comunque è certo che i più antichi abitanti delle oasi (oasi del Fezzan)erano i negri Berauna, nome sotto il quale attualmente gli arabi confondono tutti i negri del Bornu e anche i Tebbu, i quali succedettero ai romani nel dominio del Fezzan."

Zoli poi si lascia andare a affermazioni oggi non facilmente sostenibili, basate solo su alcuni toponimi: "non c'è dubbio che nell'epoca post-romana ha regnato in tutto il Sahara una civiltà negra assai sviluppata, che dotò il paese di notevoli lavori idraulici, di costruzioni ben distinte,..." Poco oltre però ecco un ulteriore cenno interessante: "i fezzanesi sono unanimi nell'attribuire il primo popolamento delle loro oasi a dei negri pagani, da essi chiamati "Gioàl" che VEROSIMILMENTE (maiuscolo mio) si identificano coi detti Berauna. I vecchi di Germa, invece, assegnano ai Tebbu, oggi lontani e quasi sconosciuti nella regione, il possesso originario del loro paese: la loro lingua primitiva era il Teda, che è infatti il linguaggio dei Tebbu." E' possibile che quest'ultima parte derivi dalle notizie fornite da Duveyrier (I Tuaregh del Nord), ma altrettanto possibile che la cosa sia stata riferita a Zoli come una autentica tradizione locale. E Comunque abbiamo i Tebu che di nuovo fanno capolino a Murzuk. C'è anche una NEW ENTRY: i Gioàla.

Lorenzo De Cola