Nello Zerzura meeting del 19 e 20 giugno scorsi più di una comunicazione ha riguardato (da più punti di vista) il fatto che anche la parte del Sahara tra la longitudine di Cufra e quella di Dakhla, ma anche quella di Luqsor Aswan NON èstata mai considerata invalicabile.

Difficilissima da traversare SI; invalicabile NO. E questo anche nei tempi passati.

Si è ragionato e discusso sui TUBU e sulla loro frazione GORAN. Lasciamo perdere per il momento i Goran e concentriamoci su questo non ben conosciuto gruppo etnico, quello dei TUBU : popolo di TU (Tibesti).

Tutti gli storici e i viaggiatori del Sahara hanno evidenziato la immensa superfice coperta dai TUBU, e in questa occasione riportiamo le idee scritte da Corrado Zoli (Nel Fezzan, Milano 1926).

E' bene premettere che nella frase che leggeremo ci può essere una evidente azione di propaganda politica italiana, ma questa per fortuna non ci interessa.

pag 47..."A Germa sussiste tutt'ora (sic) un monumento funerario romano che fino ad ora si credeva essere il vestigio più meridionale della potenza dei nostri illustri avi. Ma ho visto io stesso i colossali avanzi di costruzioni romane a Zuila, all'estremità orientale di El Hofra; e il vecchio Abdallah ben Halua di Murzuk mi ha assicurato che, a una giornata di marcia a Sud di Tigerri, nel paese dei tèbbu, esistono gli avanzi di un castello romano, che gli indigeni chiamano Casr Aua. Conviene dedurne che i Romani fissavano molto probabilmente i confini meridionali della Phasania allo stesso punto al quale si fissano oggi i confini meridionali del Fezzan e della Libia, e cioè ai monti di Tummo".

A parte la considerazione sui confini che, lo ripeto, non ci interessa, una cosa deve essere sottolineata: a una giornata di marcia a Sud di Tigerri (35 Km? 40 Km?) SI E' NEL PAESE DEI TEBBU.

Oggi Tigerri si chiama Tajarhi (Tejerhi), ed è un punto strategico perchè dai pozzi di Tigerri , proseguendo a N si va a Zawila, Sebha, a NE si va a Waw Kebir, e a SSE si va a Tummo.

Dunque nel 1926 un abitante di Murzuq diceva che i TUBU nomadizzavano fin quasi ai pozzi di Tigerri, e che quelle terre erano terre TUBU.

Dunque la piccola enclave TUBU di Umm el Aranib (Murzuq) era un punto avanzato di un'etnia che 400 Km più a S era sulle proprie terre.

USO DELL'OCRA NEL SECOLO SCORSO A GHAT

Sempre nello Zerzura Meeting si è accennato alle cave d'ocra.

Ma a cosa poteva mai servire l'ocra, oltre che a colorare i geroglifici?

Sono note alcune "palette" predinastiche che servivano per impastare l'ocra usata come cosmetico. Si tratta comunque di oggetti di grande pregio, e trovati in quantità modeste.

Tuttavia E' noto che alcuni etnie di pastori nell'Africa si ricoprano il corpo con una miscela di acqua e ocra. Meno noto è che le qualità protettive dell'ocra erano sfruttate FINO AL 1800 in Libia e anche oltre, dato che Zoli scrive di averne osservato l'uso in prima persona, negli anni Venti e Trenta.

Sentiamo Zoli. " L'ocra è assai abbondante nei dintorni di Ghat: gli indigeni la impiegano per indursene (impregnare) la pelle a protezione degli agenti atmosferici."

Dunque Zoli parla di indigeni e non di un numero ristretto, e non parla di occasioni cerimoniali, ma degli usi e costumi diffusi e necessari.

Cave di ocra di una certa dimensione erano quindi giustificate.

Lorenzo De Cola